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Castelbuono, fra i boschi delle Madonie  Empty Castelbuono, fra i boschi delle Madonie

Lun 8 Mag 2023 - 18:43
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Il borgo di Castelbuono è situato alle pendici del “Colle Milocca”, nella vallata delle Madonie, ed è inserito nella scenografia dei rilievi di Pollina, San Mauro, Geraci, Gibilmanna, Isnello, tra numerosi boschi di querce, castagno, ciliegio, e frassino. Il centro storico conserva ancora edifici di un antico passato che si innalzano tra le vie strette di questo Borgo Autentico.


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Castelbuono è inserito in un territorio dalle origini molto antiche, quello della valle delle Madonie, frequentato sin dal neolitico. Le prime notizie storiche risalgono al periodo medievale quando il borgo passò sotto la giurisdizione del monastero benedettino di Lipari. Nel 1316 il conte Francesco di Ventimiglia fece costruire il castello su un antico sito bizantino intorno al quale si sviluppò il centro abitato. Da quel momento, la famiglia Ventimiglia decise di trasferirsi a Castelbuono ma, alla fine del 1500, la popolazione locale fu quasi del tutto sterminata da due terribili epidemie. La corte decise di diventare una sorta di residenza d’artisti di notevole pregio, tra cui Torquato tasso, che contribuirono all’accrescimento artistico e urbanistico.


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Nel XVII secolo, con l’apertura al pubblico della chiesa della “Matrice nuova” in costruzione dal 1600 circa, il casale fu elevato al rango di città la quale fu dotata anche di un teatro. Con l’abolizione della società feudale, l’abitato di Castelbuono mantenne la sua importanza grazie all’operato di importanti famiglie e personalità illustri presenti sul territorio come Minà Palumbo, medico botanico italiano a cui oggi è dedicato il museo naturalistico. Nel 1821 assunse l’autonomia amministrativa e diventò comune.


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Descrivere il patrimonio artistico e storico-architettonico di Castelbuono non è un compito di facile soluzione. Ma se passeggiando tra i vicoletti e le stradine di questo ridente borgo siciliano chiedete ad un anziano cosa potete visitare, tra ammonimenti e aneddoti, vi dirà: “ca’ siddi un viditi u castiddu e a matrici vecchia unn’ati vistu nenti!”. Per cui, i monumenti più significativi, ossia i monumenti per eccellenza, ma non di certo gli unici, sono: il Castello dei Ventimiglia e la Matrice Vecchia, ossia la chiesa di SS. Maria Assunta.


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Il castello dei Ventimiglia, che sorge sui resti di un antico casale di epoca bizantina e successivamente arabo-normanna, è di indubbia importanza avendo esso sostituito il nome del borgo da Ypsigro a Castrum Bonum, oggi Castelbuono. Questo castello fu fondato nel 1316, sul colle di S. Pietro, dal Conte Francesco I Ventimiglia.  Si presenta oggi su tre piani più un piano sotterraneo ed è costituito da un corpo centrale espanso con quattro torri.


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Al suo interno importantissima è la Cappella Palatina di Sant’Anna, voluta dai Ventimiglia alla fine del 1600, decorata con uno stuolo di angeli e allegorie fatto in stucco, su fondo d’oro, dai fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta. La cappella ospita il Sacro Teschio di Sant’Anna sull’altare maggiore che sfoggia un paliotto in corallo, oro e perle. Questa reliquia è accompagnata da numerose leggende che vanno dal suo ritrovamento in terra santa da parte di San Logino, passano per la Francia dove a causa della persecuzione di Marco Aurelio fu murata, insieme a un cero acceso, in una celletta della cattedrale di Apt dal vescovo Auspicio. Seicento trenta anni dopo un muto iniziò ad urlare e indicò un muro. Fu cosi che scavando dietro quel muro si scorse un bagliore, era il cero che aveva acceso Auspicio. Da li, il corpo fu spartito dai nobili della zona e il cranio fu portato da Guglielmo Ventimiglia a Geraci e poi a Castelbuono nel 1603.


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La chiesa di SS Maria Assunta, ossia la Matrice Vecchia, fu costruita intorno al 1362 su volere di Francesco II Ventimiglia. Nel corso degli anni è stata sottoposta a molteplici modifiche. All’origine  era composta da tre navate ma, nel XV secolo, ne fu aggiunta una quarta per motivi di capienza, inoltre non presentava il portico che fu aggiunto nel XVI secolo. Nello stesso periodo fu realizzata una delle opere più importanti contenute nella Matrice Vecchia, ossia il Polittico dell’assunzione attribuito ad Antonello De Saliba  e dedicato alla Vergine Maria, alla sommità del quale vi è L’Eterno Padre ligneo che regge il mondo. Di particolare importanza sono: un Ciborio di marmo opera di Mastro Giorgio da Milano del XVI secolo e una Cripta sotto il Presbiterio, dove era disposto il Sacramento.


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La matrice nuova,  ossia la chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, fu costruita a cavallo tra il XVI è il XVII secolo. Al suo interno presenta una struttura a croce latina intervallata da dodici colonne di pietra rivestite in stucco, quattro delle quali, posizionate su i due altari del transetto, possono essere attribuite al Serpotta.
Numerose altre chiese di pregevole valore artistico, almeno 20, sono distribuite sul territorio di Castelbuono.


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Da vedere il Museo Civico, nel quale è possibile ammirare i manufatti connessi al culto di Sant’Anna, interessanti spunti sull’evoluzione storico-architettonica del tessuto urbano, una pinacoteca permanente di età moderna e le varie mostre d’arte contemporanea che ospita durante l’anno. Il Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo conserva le collezioni create dal naturalista nel corso di studi svolti con costanza nel territorio delle Madonie fra il 1837 e il 1899.


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Il prodotto tradizionale più importante del borgo di Castelbuono è senza alcun dubbio la Manna. Derivata dalle secrezioni ottenute  dall’incisione della corteccia dell’Orniello, o dell’Amolleo e del Frassino, le uniche coltivazioni riconosciute in Italia e nel mondo sono quelle della valle delle Madonie nei comuni di Castelbuono e Pollina.
La manna delle Madonie rientra nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero delle Politiche Agricole e costituisce un importante Presidio Slow Food tenuto in vita da una manciata di coltivatori. Questo prodotto viene utilizzato al posto dello zucchero in cucina o per la preparazione di prodotti per il corpo come maschere per il viso, latte detergente. Ha numerose proprietà benefiche come digestivo, blando lassativo, rinfrescante e regolatore intestinale.


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I piatti tipici di Castelbuono, come in molte parti della Sicilia e del sud, rappresentano la massima espressione della dieta mediterranea. La qualità degli ingredienti e i profumi acri e speziati la fanno da padrone, gli oli, le mandorle, l’uva passa, il limone, il pistacchio, il prezzemolo e tanti altri ingredienti danno vita al piacere di un alimentazione lussuosa ma anche povera.
Da assaggiare: il cacio all’argentiera, gli involtini di pesce spada, le alici alla beccafico, le polpette di finocchietti, il pesto siciliano e la pasta di mandorle.


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La Testa di turco di Castelbuono è un dolce con forti influenze arabe, che viene preparato per le feste di Carnevale. Si narra che questo dolce fu creato secoli fa in occasione della cacciata degli Arabi da parte dei Normanni per festeggiare la liberazione. Composto da sottili strati di sfoglia di pasta fritta, addolciti da crema di latte esaltata da cannella e dai limoni di Sicilia, si accompagna con marsala secco o liquore di fico d’india.


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A Castelbuono si svolgono ogni anno svariati eventi.
Per carnevale c'è il "Veglione Castelbuonese” con lo spettacolo delle maschere in cui gruppi di attori mascherati mettono in scena rappresentazioni satiriche che prendono di mira personaggi, luoghi, eventi e fatti di rilevanza locale avvenuti nell’ultimo anno.
Per Corpus Domini si svolge la tradizionale processione e decorazione del percorso processionale con le carte rizze. La Settimana santa è caratterizzata da riti solenni per le quarantore, per la processione della Reposizione e per il Venerdì Santo. Per Natale si organizza la tradizionale novena in lingua siciliana (lu viaggiu), cantata presso le edicole votive del paese e le chiese.
Tra gli altri eventi, dal 17 al 27 luglio si festeggia Sant’Anna, patrona del borgo e ad agosto  l'ormai famoso e acclamatissimo Castelbuono Jazz Festival.


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Inoltre, ogni stagione ha le sue sagre gastronomiche.

Se volete vedere il borgo da drone il filmato è qui



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Fonte: borghiautenticiditalia.it

Fotografie: web e personali

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Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi.
(Michel Houellebecq)
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